Biografia

Mario Lanzione, nasce a Sant’Egidio del Monte Albino (Sa), dopo gli studi artistici, è docente di Discipline Pittoriche per  i Licei Artistici.  Impegnato nel settore dell’arte astratta dal 1975, con l’idea di coniugare la pittura Informale con l’Astrattismo Geometrico, partecipa a mostre personali e collettive, compie viaggi di studio nelle maggiori città europee e organizza mostre di giovani ispirati alle due correnti artistiche. Dal 1976, espone alla “Schmuck/Galerie” di Basilea, alla Galleria d’Arte “La Roggia” di Pordenone, alla “Plusart” di Venezia Mestre, allo “Studio Miele” di Ancona e all’”Idioma” di Ascoli Piceno. Su invito, partecipa a varie edizioni del Premio “Francesco Paolo Michetti” ed entra a far parte della galleria d’Arte “di San Carlo” di Napoli. Continuando ad esporre in Italia e all’estero, è ideatore di mostre Internazionali di ”Mail/Art” e dà vita a numerose performance ove pittura, scultura, musica, poesia e teatro si fondono in un’unica espressione artistica. Nel 1988, è presente a Palazzo Marchi di Pordenone con il gruppo “Una linea napoletana”, con catalogo curato da Enrico Crispolti e edito dalla casa editrice “Mazzotta” di Milano. E’ fondatore ed esponente di importanti gruppi tra i quali “Generazioni”, formato dai maestri più rappresentativi dell’arte Astratta in Campania. Proseguono mostre a Istanbul, all’”Artex” di Budapest, Miami, Alberta, al Museo di Arte Moderna di Tokyo, al Museo Municipale de arte de Mendoza di San Juan, all’Istituto Italiano della Cultura di Buenos Aires, in alcune città della Slovenia, a Salisburgo, ad Innsbruck, a Zurigo. L’attività artistica di Lanzione è seguita da numerosi critici di fama  e Il suo percorso artistico è pubblicato, tra gli altri, da: Enrico Crispolti – editrice “Electa”, e “Mazzotta”, Milano; Luigi Paolo Finizio – editrice “Mazzotta”, Milano“ e I.G.E.I.”, Napoli; Rosario Pinto – editrice “Liguori” e “I.G.E.I.”, Napoli; Antonio Gasbarrini – “editrice “Angelus Novus”, L’Aquila; Mario Maiorino – editrice “I.G.E.I.”, Napoli; Vitaliano Corbi – editrice “Paparo”, Napoli, Rosario Pinto – Printart di Nocera Inf. (Sa), G. Di Genova – M. Vitiello – E. Le Pera – Paparo Editore di Napoli. Realizza installazioni per Enti pubblici e privati e le sue opere figurano in musei e collezioni d’arte. Nel 2008, per definire il suo obiettivo di coniugare la pittura Informale con l’Astrattismo Geometrico, Lanzione espone a Benevento con una mostra personale dal titolo “Astrattismo Totale”. Nel 2012 è fondatore dell’Arte/Studio – Gallery di Benevento e dà vita al Gruppo Astrattismo Totale per il quale scrive testi critici pubblicati sul catalogo edito da Paparo, presentato al PAN di Napoli nell’ottobre del 2014. Nel 2015, il Gruppo astrattismo Totale espone al Museo delle Arti Applicate di Nocera S. (Sa) e al Museo del Presente di Rende (Cosenza). Nel 2016 Lanzione espone al FRAC di Baronissi (SA) con una mostra antologica “Carte, trasparenti scenari” curata da Massimo Bignardi con i testi critici, nel catalogo, di M. Bignardi, E. Crispolti e A.P.Fiorillo.  Di recente ha tenuto mostre personali alla galleria d’arte 121 di Perugia allo Spazio Fuori Centro di Roma.

Categoria

Pittura

Tecnica

In-collage: carte, carte veline e acrilici su tavola

Cenni critici

L’ASTRATTISMO TOTALE DI MARIO LANZIONE
testo critico di
Giorgio Di Genova

……. Mario Lanzione, approdato nei primi anni Settanta al lessico informale, nel corso del decennio aveva cominciato a soddisfare la personale propensione di oggettivazione della pittura, già espressa nel materismo, inserendo nelle sue opere lacerti di carta, talora veline per ottenere effetti di velature, meglio rispondenti al proprio afflato lirico. L’opzione viene praticata ancora negli anni Ottanta, nei quali la sua ricerca di equilibri spaziali e compositivi rivela un interesse per tagli geometrici, pur in concomitanza dell’insopprimibile sua predilezione per le soluzioni materiche, eredità del suoi trascorsi informali. Tale interesse, che era già reperibile in nuce nell’ambito delle opere degli anni Settanta, s’è meglio caratterizzato (e stavo per scrivere: concretizzato) nel murale del 1982 con la finestra incompleta (Finestra rotta), che costituisce una tappa delle diverse opere con riferimento alle finestre, in talune delle quali già venivano indagati effetti di luce, affidati anche alle carte veline: e penso a Velatura di finestra (1981) e a Finestre: sovrapposizione materia/velature (1984), opere invase da una luce soffusa in ottemperanza al suo afflato lirico, che tuttavia s’è come congelato nelle opere scandite dai tagli geometrici, via via restituiti sempre con maggiore nettezza per meglio accentuare i piani e, tramite la compattezza del colore, le zone di luce.
E sarà questa opzione che gli farà raggiungere quell’astrazione cromo geometrica in seguito da lui considerata “totale”. Dagli anni Novanta essa verrà declinata senza continuità di soluzione, seppur talora interventi esperiti e praticati in precedenza riaffiorano in dettagli o addirittura in toto. Così è per le trasparenze, che vanno dalle poche velature al centro della parte inferiore di Piani contrapposti (1992) agli effetti vetrosi dei triangoli e rettangoli di Abissi di luce (2005) fino all’en plein di Verso l’ultimo orizzonte (2008), nel quale permane una timida eco del materismo, affidato alla sabbia mescolata all’acrilico, mentre contestualmente viene riproposto l’inserimento delle carte, che si estende fino al 2015 con Ascensione, opera in cui ritorni del rimosso informale contraddicono i ritmi geometrici della composizione a braccia aperte, per così dire, attraversata centralmente dalla verticale e appunto ascensionale forma. Lanzione, del resto, ama esprimersi per contrasti, ora tra stesure nette e velature trasparenti, ora tra bui e luci cromatici, non di rado con studiate composizioni atte a esaltare in modi differenti la luce (Spiraglio, 1999; Spiraglio con luce gialla, 2001; Luce di Tarlo, 2014), ora giungendo a far irrompere una gestuale scia luminosa su un’appena percettibile morfologia geometrica dai colori spenti, in quanto affogata in tenebre spaziali, com’è in Spazio, materia, luce del 2013. Ed è ancora un ritorno del rimosso informale, ben diverso da quello del ciclo delle opere su tele leggermente convesse e perciò raccolte sotto il titolo di Geometrie convesse: Ondulazioni spaziali (2009), tutte impostate su una elementare scansione geometrica, probabilmente desunta da memorie paesistiche. Infatti una sorta di orizzonte attraversa i dipinti dividendoli in una zona superiore, non a caso diversamente azzurra, ed in una zona inferiore, in un caso con screpolature (Ondulazioni spaziali 1) ed in altri con pietrisco (Ondulazioni spaziali 2, Ondulazioni spaziali3), che rimandano alla terra, appunto, nonostante la diagonale, nel primo caso in bianco e nel terzo in rosso, seghi l’angolo inferiore. E chissà se l’artista beneventano si sia ispirato nel primo dipinto ai Cretti di Burri e negli altri due alle pietre dei Buchi di Fontana.

Opere Candidate

Opera 1: “Lacerazioni 2016”

L’opera “Lacerazioni” del 2016 è stata eseguita con la tecnica del collage con carte, carte veline e colori acrilici per ottenere una “fusione” tra la materia e la geometria. Le trasparenze e le velature, determinate dai colori o dalle carte veline, sono gli elementi che rendono “poetica” la materia e imprimono dei “tagli” geometrici a tutta la composizione.
Lacerazione è riferito alle carte lacerate dal tempo che riscoprono superfici sottostanti come una sorta di “pelle” lacerata dalle ferite e, quindi, l’idea della sofferenza umana.

Opera 2: “Velature in rosso 1987”

L’opera “velature in rosso” del 1987 è stata eseguita con la tecnica del collage con carte, carte veline e colori acrilici per ottenere una “fusione” tra la materia e la geometria.
I tagli geometrici, dai bianchi delle velature, al rosso al blu, tracciano un percorso in profondità verso un fondo che si apre sull’ignoto.
Il rosso è l’elemento di passaggio ma anche di energia vibrante. Un dinamismo che attraversa la tridimensionalità dell’opera per affermare il concetto del tempo infinito in un vuoto cosmico.

Opera 3: “Velature geometriche 2016”

L’opera “velature geometriche” del 1987 è stata eseguita con la tecnica del collage con carte, carte veline e colori acrilici per ottenere una “fusione” e un equilibrio tra la materia e la geometria.

 

Opera selezionata per la Mostra “Real Belvedere di San Leucio”

Misure Opera:

150x100

Opera selezionata per la Mostra “Quartiere Militare Borbonico”

Misure Opera:

100x70

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