Grazie all’Archivio di Antonio Del Donno, nella persona del procuratore Alberto Molinari, l’eclettica arte del Maestro prenderà parte alla 1^ Biennale Belvedere d’Arte Contemporanea della città di Caserta e Casagiove che si terrà dal 1° al 21 Ottobre 2017.

Antonio Del Donno, nato a Benevento nel Novembre del 1927, ha frequentato l’istituto per Geometri poiché amante del disegno tecnico architettonico, passione sfociata nell’estetica della geometria che lo portò a cominciare un nuovo percorso presso l’accademia delle Belle Arti di Napoli, dove presto comprese che si trovasse nel posto giusto, il disegno era la sua vita.

A partire dagli anni ’60 iniziò a frequentare, insieme all’amico Mimmo Paladino, la celebre Galleria napoletana di Lucio Amelio che ospitò con entusiasmo le sue opere caratterizzate da una profonda ricerca che contemplava il rifiuto di ogni cosa fosse pregna di artefazione, accademismo e retorica. Dall’intera produzione di Del Donno emergono prepotentemente le problematiche sociali che si legano perfettamente al fascino e all’armonia delle forme e delle linee, dove prevale la semplicità e la spontaneità.

La biennale di Venezia a cui partecipò nel 1964 costituì uno momento cruciale per l’artista che conobbe l’arroganza mista alla gioia di vivere di Rauschemberg, il quale adoperava nei suoi dipinti il riporto fotografico, gli oggetti, e collegava il tutto con una pennellata violenta assimilata, a sua volta, da De Kooning, da Pollock e da altri pittori gestuali del tempo.

Molte le gallerie di primo piano, come la Fumagalli, che si sono interessate ai lavori di Del Donno che prediligeva sentirsi un artigiano, manipolando il ferro, il legno e realizzando oggetti inerenti all’arte. Ecco come nascono i “Vangeli”, tavole di legno recuperate, incollate e incerniate con cerniere in ferro e con caratteri di fuoco impiegati per imprimere sulle tavole stesse alcuni versetti del Vangelo al fine di denunciare, compiendo un atto liberatorio, uno stato di fatto.

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