Mario Persico, classe 1930, è nato a Napoli dove vive e lavora. Protagonista indiscusso dell’arte contemporanea, appartiene a pieno titolo alla storia dell’avanguardia napoletana. In quanto allievo di Emilio Notte presso l’Accademia delle Belle Arti, Persico raccoglie le sollecitazioni provenienti dalle varie sperimentazioni sulla materia e dalle “vertigini cosmico-nucleari” tipiche della pittura di Mario Colucci.

Alla fine degli anni ’50 partecipò alla formazione del famoso “Gruppo 58” proprio insieme a Mario Colucci, oltre che a Guido Biasi, Lucio del Pezzo, Luigi (Luca) Castellano, Bruno di Bello e Sergio Fergola, proponendosi di lasciarsi alle spalle ogni sorta di accademismo e spianando la strada a nuove sperimentazioni. Dopo la prima importante personale alla Galleria Senatore di Stoccarda nel ’59, il Maestro Persico inizia un percorso maggiormente solitario ed il suo sodalizio con Arturo Schwarz.

La creatività dell’Artista si esprime non solo nei dipinti, ma anche e soprattutto nelle strutture definite “praticabili”, in quanto suscettibili di interazione da parte dello spettatore, così come negli “Scacchieri”, nelle “Sedie dell’isteria e della tortura” e in varie opere tattili. Produzione che affonda le sue origini nelle dichiarazioni di Alfred Jarry, inventore della Patafisica: “scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità”. Di tale corrente Persico è un egregio esponente, al punto da essere il creatore del Patapart, pubblicazione dell’Istituto Patafisico Partenopeo di cui ne è il Rettore.

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