In occasione della 1^ Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio Città di Caserta e Casagiove, sarà reso omaggio, dedicandogli una sala, all’artista francese Bernard Aubertin, classe 1934, scomparso nell’agosto del 2015.

Animatore del celebre gruppo ZERO di Düsseldorf, insieme a Heinz Mack, Otto Piene e Günther Uecker, nonché del gruppo NUL di Amsterdam, realizza le sue prime quattro tavole monocrome, rigorosamente rosse, a seguito dell’incontro con Yves Klein (1957), che lo porta a virare la sua ricerca precedentemente basata sullo studio della decorazione. Nasce il segno che lo contraddistingue, il colore del fuoco e del sangue, portatore di una forza spontanea e impulsiva, una preghiera che trasferisce sulla tela l’energia dell’anima.

Tale percorso artistico spinge Aubertin a ricercare soluzioni radicali ed estreme, piantando sulla tela 3.000 o addirittura 5.000 chiodi, sovrapponendo 100 strati di pittura rossa e bruciando fino a 8.468 fiori. Un fiume rosso di vitalità, una corrente che “scava” nelle viscere del colore stesso, ridefinendo i canoni stilistici ed estetici, per rompere con la bidimensionalità della pittura, invitando gli spettatori a fare lo stesso.

Tra gli anni ’80 e gli anni ‘90 il Maestro darà vita anche a delle performances durante le quali dà alle fiamme pianoforti, automobili e vari oggetti di uso comune. Solo negli ultimi anni di vita abbandona il colore rosso, privilegiando il bianco, il nero e l’oro.

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