Giancarlo Montuschi, faentino, classe 1952, è un indiscusso artista contemporaneo che vive e lavora in Toscana tra Anghiari e Sansepolcro, città nota per aver dato i natali a Piero della Francesca. Solo ventenne allestisce la sua prima personale presso la Galleria Sire di Faenza, grazie alla quale viene selezionato per partecipare alla mostra del gemellaggio Faenza – Rijeka come unico giovane a rappresentare il mondo pittorico della provincia.

Gli anni ’70 inaugurano un linguaggio Post-Pop che si riflette in un distacco progressivo dall’esibizione consumistica, facendo trapelare sempre più il lato umano dei soggetti. A partire dal 1980, un ulteriore lessico artistico si delinea a seguito del Collettivo Nose e a vari manifesti di Arte autogestita. L’Alchimia, quale processo filosofico nonché di trasformazione materica, segna indelebilmente il percorso artistico di Montuschi che vede accrescere i consensi da parte della critica, di importanti gallerie d’arte, fiere internazionali e collezionisti.

Un universo simbolico, ricco di richiami iconografici e super variopinti, ci trasmette il sapere alchemico di personaggi ieratici dalle sembianze mitologiche. Giardini lussureggianti, piante miracolose, astri, cabala, figure che suscitano curiosità e si pongono come punti interrogativi in un mondo apparentemente fantastico che, nella sua essenza, trae forza dalle tradizioni della terra.

L’artista, presente in numerosi Musei pubblici e privati, sia in Italia che all’estero, negli ultimi anni ha esposto le sue opere a NewYork, Londra, Parigi, Vienna, Gent, Strasburgo, Ginevra, Dussendolf, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Perugia, Bari.

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