Biennale del Belvedere: Sezione “Tributo a Mark Kostabi”

Biennale del Belvedere: Sezione “Tributo a Mark Kostabi”

Terra Madre, la prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Città di Caserta e Casagiove, è divisa in sezioni.

La Sezione “Tributo a Mark Kostabi”, curata da Enzo Battarra, desidera rendere omaggio all’artista americano per l’impegno profuso, finalizzato a valorizzare il Real Belvedere di San Leucio, dove ha realizzato una performance artistico-musicale, nonché l’intero territorio casertano, avendo allestito una sua personale presso il Museo di Arte Contemporanea della Città di Caserta.

Mark Kostabi, classe 1960, a partire dalla fine degli anni ’70 sviluppa il suo stile inconfondibile, le sue tipiche figure androgine e stilizzate, manichini senza un’identità che si pongono come prototipi dell’intera umanità, dei suoi vizi e delle sue virtù. Sul finire degli anni ’90 la ricerca artistica del Maestro, che inizia a dividersi tra New York e Roma, si concentra sempre più sull’alienazione umana, la solitudine e l’omologazione, riversando tali concetti attraverso l’uso di tonalità contrastanti, calde e fredde, contrapponendo colori sfavillanti a ombre cupe e tetre.

Biennale del Belvedere: Sezione “International Exhibition”

Biennale del Belvedere: Sezione “International Exhibition”

Terra Madre, la prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Città di Caserta e Casagiove, è divisa in sezioni.

La Sezione “International Exhibition”, curata da Irina Machneva Mota, regala alla manifestazione un respiro internazionale che si traduce in un interessante e costruttivo incontro di culture diverse, ognuna delle quali con la sua particolare impronta che si riversa in una miriade di segni, a tratti inusuali, a tratti rivisitati, in grado di dare voce a una molteplicità di linguaggi.

Spagna, Svezia, Croazia, Georgia, Colombia, Uzbekistan, Francia, Russia, Lussemburgo, Svizzera, Stati Uniti, sono i Paesi partecipanti che animeranno la Biennale e permetteranno a tutti i visitatori di entrare in contatto con tipologie espressive che sicuramente daranno luogo a riflessioni costruttive. In fondo il bello dell’arte, quando vissuta nel suo significato autentico, serve proprio a generare un dialogo proficuo, basato sulle differenze che, però, trova il suo minimo comune denominatore nella creatività e nel talento degli artisti.  

Biennale del Belvedere: Sezione “Identità”

Biennale del Belvedere: Sezione “Identità”

Terra Madre, la prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Città di Caserta e Casagiove, è divisa in sezioni.

Luca Sorbo è il curatore della Sezione “Identità” che, attraverso il mezzo fotografico, indaga il mondo e lo documenta rappresentandone lo spazio in tutte le sue forme, a partire da quelle figurative e architettoniche, fino a quelle paesaggistiche e antropologiche.

La fotografia è un’arte trasversale, capace di cristallizzare impressioni, appunti visivi, cenni biografici, sfumature che altrimenti sfuggirebbero. Ma, al contempo, può essere fortemente orientata in ambito commerciale, riproducendo opere d’arte e testimoniando tanto il degrado quanto la bellezza di una terra e delle sue tradizioni.

L’impronta caratteristica dell’artista può imprimere, grazie ad uno scatto, un patrimonio dimenticato, astrazioni, distorsioni o, ancora, Santi. In ogni caso l’occhio cadrà sull’insieme, esattamente come sul dettaglio, carpendo un istante che è stato reso eterno.

 

Foto di Mario Ferrara

Biennale del Belvedere: Sezione “Omaggio al Maestro del Fuoco Bernard Aubertin”

Biennale del Belvedere: Sezione “Omaggio al Maestro del Fuoco Bernard Aubertin”

Terra Madre, la prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Città di Caserta e Casagiove, è divisa in sezioni.

La Sezione “Omaggio al Maestro del Fuoco Bernard Aubertin”, a cura di Giorgio Agnisola, allestita all’interno della sala Jean Monnet del Real Belvedere, vuole tributare a un Maestro assoluto il giusto riconoscimento.

Animatore del celebre gruppo ZERO di Düsseldorf, insieme a Heinz Mack, Otto Piene e Günther Uecker, così come del gruppo NUL di Amsterdam, realizza le sue prime quattro tavole monocrome, rigorosamente rosse, a seguito dell’incontro con Yves Klein (1957). Da questo momento in poi prenderà il via il suo tratto distintivo, il colore del fuoco e del sangue.

Un cammino di ricerca forte e distintivo spinge Aubertin a ricercare soluzioni del tutto innovative tanto da dare alle fiamme, in occasione di performance radicali ed estreme, pianoforti, automobili e molteplici oggetti di uso comune.

Biennale del Belvedere: Sezione “Campania Semper Felix”

Biennale del Belvedere: Sezione “Campania Semper Felix”

Terra Madre, la prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Città di Caserta e Casagiove, è divisa in sezioni.

La Sezione “Campania Semper Felix”, curata da Enzo Battarra, vuole omaggiare gli artisti dalle radici campane che hanno valorizzato, continuando anche al giorno d’oggi, il territorio. Un particolare guizzo creativo e uno spirito di ricerca costantemente alimentato gli ha consentito di oltrepassare i confini locali e farli conoscere e apprezzare sia a livello nazionale che internazionale.

Più di una generazione compone questa sezione, capace di coniugare stili, correnti e visioni diverse che, partendo proprio dall’unione oltre le differenze, ha scritto un pezzo di storia dell’arte contemporanea e si propone di lasciare una prolifica eredità ad una terra in grado di raccogliere consensi unanimi quando a parlare è l’indiscussa arte di Maestri che allietano molte case nel mondo.  

Biennale del Belvedere: Sezione “Passione del Colore”

Biennale del Belvedere: Sezione “Passione del Colore”

Terra Madre, la prima edizione della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Città di Caserta e Casagiove, è divisa in sezioni.

La Sezione “Passione del Colore”, a cura di Viviana Passaretti, intende rendere omaggio a grandi artisti che, attraverso accostamenti cromatici anche molto intensi, sviluppano la propria ricerca artistica impiegando tutte le sfumature che la tavolozza può offrire.

Le differenti tecniche, nonché la diversa scelta dei materiali impiegati, non fanno altro che enfatizzare un gioco di luci e colori che dettano il ritmo, imprimendo in chiunque si soffermi dinanzi l’opera un messaggio forte e di sicuro impatto.

Tanto i soggetti reali, quanto quelli onirici e fiabeschi, si ritrovano a danzare su note dai toni variopinti e accesi, segno artistico distintivo che, in connubio con i contenuti espressi, connota il processo creativo portato avanti dagli artisti.     

TERRA MADRE

TERRA MADRE

PRIMA BIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA DEL BELVEDERE DI SAN LEUCIO

(1 – 21 ottobre 2017)

 Inaugurazioni:

  • 1 ottobre 2017 al Belvedere di San Leucio – Caserta;
  • 7 ottobre 2017 al Quartiere Militare Borbonico – Casagiove

 

La Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio è in programma dal primo al 21 ottobre 2017. L’evento, organizzato dalle città di Caserta e Casagiove, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale WebClub, diretto da Gianpaolo Coronas, vedrà una prima inaugurazione domenica primo ottobre alle ore 17,30 nel Real Sito Borbonico di San Leucio, complesso monumentale patrimonio Unesco, ricadente nel Comune di Caserta. Il secondo opening sarà il 7 ottobre alle 18,30 al Quartiere Militare Borbonico di Casagiove, location che ospiterà gli eventi collaterali.

Sette sono le sezioni in cui è articolata la Biennale: “Tributo a Mark Kostabi”, “Omaggio al maestro del fuoco Bernard Aubertin”, “Campania Semper Felix”, “Identità”, “Passione del Colore”, “International Exhibition” e “Italian Project”. Per quest’ultima sezione gli artisti possono ancora candidarsi per prendere parte all’evento, ma verranno selezionati dal comitato scientifico.

La Biennale nasce dalla collaborazione tra il Comune di Caserta e quello di Casagiove e rientra nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato tra i due Comuni, avente come oggetto la realizzazione di progetti di valorizzazione turistico-culturale dei siti borbonici.

Il tema principale della Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio 2017 è “Terra Madre”, la riscoperta dell’amore per la natura e del patrimonio artistico-culturale che attraversa il fascino delle conoscenze, il confronto e l’esaltazione delle differenze, unendo passato e presente in un viaggio fatto di emozioni, bellezza e cultura. L’obiettivo è quello di promuovere le arti visive, dalla pittura alla scultura, al design, alle installazioni, alla fotografia, alla grafica digitale, alla video-art e all’arte ecosostenibile, con un’attenzione però anche alla danza, alla musica, al teatro, ai luoghi e alle eccellenze territoriali. Per questo la Biennale si articolerà in sezioni.

Il tributo dedicato a Mark Kostabi è curato da Enzo Battarra. All’artista americano è stato assegnato il Premio Belvedere, il massimo riconoscimento che la Biennale attribuirà in ogni edizione a un artista internazionale che si è impegnato per la valorizzazione del complesso monumentale di San Leucio e per il territorio casertano. Mark Kostabi ha realizzato proprio nel Belvedere una memorabile performance artistico-musicale e ha allestito una sua personale nel Museo di Arte Contemporanea della Città di Caserta.

L’omaggio riservato a Bernard Aubertin, il grande artista riconosciuto come maestro del fuoco, ha come curatore Giorgio Agnisola.

“Campania Semper Felix”, curatore Enzo Battarra, è la sezione dedicata agli artisti campani di più generazioni che hanno dato lustro al territorio e che si sono distinti sul piano nazionale e internazionale per un lavoro di ricerca.

“Identità” è il tema della sezione di fotografia, è curata da Luca Sorbo e proporrà una rigorosa selezione degli autori più rappresentativi di Terra di Lavoro.

La sezione “Passione del Colore” è curata da Viviana Passaretti e ospiterà artisti nazionali che si connotano per la ricerca cromatica.

“International Exhibition” è il titolo della sezione di artisti stranieri, curata da Irina Machneva Mota.

La sezione “Italian Project”, curata da Luigi Fusco, vuole essere una proposta innovativa, che nasce dalle adesioni di molti artisti nazionali al percorso progettuale messo in campo dall’associazione.

 

L’Ufficio Stampa (Maria Beatrice Crisci)

                                                                                                   mbcrisci@biennalebelvedere.it

                                                                                                        www.biennalebelvedere.it

 

Titolo della mostra: Terra Madre – Prima Biennale d’Arte del Belvedere di San Leucio

Sedi: Belvedere di San Leucio di Caserta / Quartiere Militare Borbonico di Casagiove

Vernissage: 1 ottobre 2017 ore 17,30 al Belvedere di San Leucio – Caserta

7 ottobre 2017 ore 18,30 al Quartiere Militare Borbonico – Casagiove

Direttore: Gianpaolo Coronas

Catalogo: disponibile nella giornata del finissage

Durata: fino al 21 ottobre

Orari: Belvedere: aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18, giorno di chiusura martedì. Quartiere Militare Borbonico: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Ingresso: libero

Email: info@biennalebelvedere.it

Sito web: www.biennalebelvedere.it

Ufficio Stampa Italia: Maria Beatrice Crisci (3395454974) mbcrisci@biennalebelvedere.it

Ufficio Stampa Estero: Antonio Campanile – antonio@campanile.ch

 

La Patafisica di Mario Persico alla Biennale Belvedere

La Patafisica di Mario Persico alla Biennale Belvedere

Mario Persico, classe 1930, è nato a Napoli dove vive e lavora. Protagonista indiscusso dell’arte contemporanea, appartiene a pieno titolo alla storia dell’avanguardia napoletana. In quanto allievo di Emilio Notte presso l’Accademia delle Belle Arti, Persico raccoglie le sollecitazioni provenienti dalle varie sperimentazioni sulla materia e dalle “vertigini cosmico-nucleari” tipiche della pittura di Mario Colucci.

Alla fine degli anni ’50 partecipò alla formazione del famoso “Gruppo 58” proprio insieme a Mario Colucci, oltre che a Guido Biasi, Lucio del Pezzo, Luigi (Luca) Castellano, Bruno di Bello e Sergio Fergola, proponendosi di lasciarsi alle spalle ogni sorta di accademismo e spianando la strada a nuove sperimentazioni. Dopo la prima importante personale alla Galleria Senatore di Stoccarda nel ’59, il Maestro Persico inizia un percorso maggiormente solitario ed il suo sodalizio con Arturo Schwarz.

La creatività dell’Artista si esprime non solo nei dipinti, ma anche e soprattutto nelle strutture definite “praticabili”, in quanto suscettibili di interazione da parte dello spettatore, così come negli “Scacchieri”, nelle “Sedie dell’isteria e della tortura” e in varie opere tattili. Produzione che affonda le sue origini nelle dichiarazioni di Alfred Jarry, inventore della Patafisica: “scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità”. Di tale corrente Persico è un egregio esponente, al punto da essere il creatore del Patapart, pubblicazione dell’Istituto Patafisico Partenopeo di cui ne è il Rettore.

Riccardo Dalisi:  un grande Maestro alla Biennale Belvedere Terra Madre

Riccardo Dalisi: un grande Maestro alla Biennale Belvedere Terra Madre

Riccardo Dalisi è un architetto, designer e artista di rilievo internazionale. Nato a Potenza nel 1931, vive praticamente da sempre a Napoli dove ha il suo studio.

La sua ricerca artistica lo ha portato ad esprimersi attraverso le tematiche più disparate, impiegando materiali poveri, quali il ferro, il rame e l’ottone, scolpendo guerrieri e suonatori, centauri e figure iconiche, senza mai mancare di profonda umanità, vitalità e, spesso, un pizzico di ironia.

L’arte del Maestro Dalisi, contraddistinta dalla sua inventiva, trae le sue origini nel periodo del “razionalismo organico” di fine anni ‘50, distinguendosi nell’abilità, imparata da Della Sala di cui fu allievo, del lasciarsi stimolare anche dall’errore, variabile in grado di aprire spazi non programmati e non programmabili.

Le sue creazioni sono presenti in molteplici collezioni private, nonché in strutture museali prestigiose del calibro del Mus´e des Art D´coratifs di Parigi, il Museo di arti decorative Groningen in Olanda, il Denver Art Museum a Denver-Colorado, il Museo d’Arte di Montreal-Canada, il Museo della Triennale di Milano e il Centre Pompidou di Parigi.

Il Maestro Internazionale Mark Kostabi alla Biennale del Belvedere

Il Maestro Internazionale Mark Kostabi alla Biennale del Belvedere

Mark Kostabi, classe 1960, nasce a Los Angeles dove studia disegno e pittura alla California State University di Fullerton. Verso la fine degli anni ’70 sviluppa il suo stile inconfondibile e prendono corpo le caratteristiche figure androgine e stilizzate.

Nel 1982 si trasferisce a New York e, qualche anno dopo, fonda il Konstabi World, la sua personale “bottega” rinascimentale contaminata dalla contemporaneità della Factory di Warhol. È proprio in questo particolare periodo che si fa strada la sua indole provocatoria verso il consumismo e la mercificazione dell’arte.

A partire dal 1996, il Maestro divide la sua vita, personale e professionale, tra New York e Roma e concentra sempre più la propria ricerca artistica su tematiche che hanno ad oggetto l’alienazione umana, la solitudine e l’omologazione e le esprime attraverso l’uso di tonalità contrastanti, calde e fredde, impiegando i bianchi e i neri, colori accesi e ombre nette.

Difficile non intravedere nei distintivi manichini, privi di una precisa identità in quanto allusivi all’intero genere umano, le sagome di De Chirico, così come le chiare ispirazioni a capolavori quali Nighthawks di Edward Hopper o L’Ultima Cena di Leonardo.

Le opere di Mark Kostabi sono presenti nei principali musei e collezioni permanenti mondiali: MoMA, The Metropolitan Museum of Art, Solomon R. Guggenheim Museum of Art, Brooklyn Museum di New York, Memphis Brooks Museum of Art di Memphis, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Museo di Tirana, Groninger Museum di Groniga, Art Museum of Estonia di Tallin.

La Biennale Belvedere renderà omaggio al Maestro Bernard Aubertin

La Biennale Belvedere renderà omaggio al Maestro Bernard Aubertin

In occasione della 1^ Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio Città di Caserta e Casagiove, sarà reso omaggio, dedicandogli una sala, all’artista francese Bernard Aubertin, classe 1934, scomparso nell’agosto del 2015.

Animatore del celebre gruppo ZERO di Düsseldorf, insieme a Heinz Mack, Otto Piene e Günther Uecker, nonché del gruppo NUL di Amsterdam, realizza le sue prime quattro tavole monocrome, rigorosamente rosse, a seguito dell’incontro con Yves Klein (1957), che lo porta a virare la sua ricerca precedentemente basata sullo studio della decorazione. Nasce il segno che lo contraddistingue, il colore del fuoco e del sangue, portatore di una forza spontanea e impulsiva, una preghiera che trasferisce sulla tela l’energia dell’anima.

Tale percorso artistico spinge Aubertin a ricercare soluzioni radicali ed estreme, piantando sulla tela 3.000 o addirittura 5.000 chiodi, sovrapponendo 100 strati di pittura rossa e bruciando fino a 8.468 fiori. Un fiume rosso di vitalità, una corrente che “scava” nelle viscere del colore stesso, ridefinendo i canoni stilistici ed estetici, per rompere con la bidimensionalità della pittura, invitando gli spettatori a fare lo stesso.

Tra gli anni ’80 e gli anni ‘90 il Maestro darà vita anche a delle performances durante le quali dà alle fiamme pianoforti, automobili e vari oggetti di uso comune. Solo negli ultimi anni di vita abbandona il colore rosso, privilegiando il bianco, il nero e l’oro.

Giancarlo Montuschi, l’alchimia dell’arte alla Biennale Belvedere

Giancarlo Montuschi, l’alchimia dell’arte alla Biennale Belvedere

Giancarlo Montuschi, faentino, classe 1952, è un indiscusso artista contemporaneo che vive e lavora in Toscana tra Anghiari e Sansepolcro, città nota per aver dato i natali a Piero della Francesca. Solo ventenne allestisce la sua prima personale presso la Galleria Sire di Faenza, grazie alla quale viene selezionato per partecipare alla mostra del gemellaggio Faenza – Rijeka come unico giovane a rappresentare il mondo pittorico della provincia.

Gli anni ’70 inaugurano un linguaggio Post-Pop che si riflette in un distacco progressivo dall’esibizione consumistica, facendo trapelare sempre più il lato umano dei soggetti. A partire dal 1980, un ulteriore lessico artistico si delinea a seguito del Collettivo Nose e a vari manifesti di Arte autogestita. L’Alchimia, quale processo filosofico nonché di trasformazione materica, segna indelebilmente il percorso artistico di Montuschi che vede accrescere i consensi da parte della critica, di importanti gallerie d’arte, fiere internazionali e collezionisti.

Un universo simbolico, ricco di richiami iconografici e super variopinti, ci trasmette il sapere alchemico di personaggi ieratici dalle sembianze mitologiche. Giardini lussureggianti, piante miracolose, astri, cabala, figure che suscitano curiosità e si pongono come punti interrogativi in un mondo apparentemente fantastico che, nella sua essenza, trae forza dalle tradizioni della terra.

L’artista, presente in numerosi Musei pubblici e privati, sia in Italia che all’estero, negli ultimi anni ha esposto le sue opere a NewYork, Londra, Parigi, Vienna, Gent, Strasburgo, Ginevra, Dussendolf, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Perugia, Bari.

L’arte di Antonio Del Donno sarà presente alla Biennale Belvedere

L’arte di Antonio Del Donno sarà presente alla Biennale Belvedere

Grazie all’Archivio di Antonio Del Donno, nella persona del procuratore Alberto Molinari, l’eclettica arte del Maestro prenderà parte alla 1^ Biennale Belvedere d’Arte Contemporanea della città di Caserta e Casagiove che si terrà dal 1° al 21 Ottobre 2017.

Antonio Del Donno, nato a Benevento nel Novembre del 1927, ha frequentato l’istituto per Geometri poiché amante del disegno tecnico architettonico, passione sfociata nell’estetica della geometria che lo portò a cominciare un nuovo percorso presso l’accademia delle Belle Arti di Napoli, dove presto comprese che si trovasse nel posto giusto, il disegno era la sua vita.

A partire dagli anni ’60 iniziò a frequentare, insieme all’amico Mimmo Paladino, la celebre Galleria napoletana di Lucio Amelio che ospitò con entusiasmo le sue opere caratterizzate da una profonda ricerca che contemplava il rifiuto di ogni cosa fosse pregna di artefazione, accademismo e retorica. Dall’intera produzione di Del Donno emergono prepotentemente le problematiche sociali che si legano perfettamente al fascino e all’armonia delle forme e delle linee, dove prevale la semplicità e la spontaneità.

La biennale di Venezia a cui partecipò nel 1964 costituì uno momento cruciale per l’artista che conobbe l’arroganza mista alla gioia di vivere di Rauschemberg, il quale adoperava nei suoi dipinti il riporto fotografico, gli oggetti, e collegava il tutto con una pennellata violenta assimilata, a sua volta, da De Kooning, da Pollock e da altri pittori gestuali del tempo.

Molte le gallerie di primo piano, come la Fumagalli, che si sono interessate ai lavori di Del Donno che prediligeva sentirsi un artigiano, manipolando il ferro, il legno e realizzando oggetti inerenti all’arte. Ecco come nascono i “Vangeli”, tavole di legno recuperate, incollate e incerniate con cerniere in ferro e con caratteri di fuoco impiegati per imprimere sulle tavole stesse alcuni versetti del Vangelo al fine di denunciare, compiendo un atto liberatorio, uno stato di fatto.

Il maestro Mario Salvo alla 1^ Biennale Belvedere

Il maestro Mario Salvo alla 1^ Biennale Belvedere

Mario Salvo nasce a Roma nel 1954 e, precocemente, inizia a dipingere a soli sei anni grazie al padre insegnante d’arte che lo sprona in tal senso, fornendogli le basi della tecnica della spatola.

L’artista, con il passare del tempo, diviene esperto internazionale di spatola stratigrafica, padroneggiando questo particolare approccio artistico con estrema maestria, nonostante l’estrema difficoltà intrinseca alla tecnica che precedentemente veniva impiegata solo per rifinire alcuni dettagli e mai, prima di Salvo, per realizzare l’intero quadro. I paesaggi ed i tramonti, temi ricorrenti, così come la campagna ed il mare vibrano di forza e di vita, impetuosamente, facendo risuonare messaggi di monito nei confronti di un’umanità che fa male a se stessa e alla natura circostante.

Il percorso artistico, in continua ascesa, del Maestro lo ha visto Cavaliere della Repubblica dal 1990, vincitore di premi europei ed internazionali, collaboratore di importanti riviste di settore nonché invitato più volte all’estero tra i Maestri d’arte, come nell’occasione in cui ha rappresentato l’Italia presso il Museo Mondiale “Marc Rohtko”.

L’artista, inoltre, ha avuto e continua ad avere profonda attenzione per le tematiche sociali, collaborando con associazioni ambientaliste internazionali e attraverso la Onlus ALETES, di cui è Presidente, al fine di dare sostegno materiale e psicologico a chi vive le più svariate difficoltà, credendo che l’arte possa riuscire a costruire ponti per giungere laddove sarebbe difficile arrivare.

Pier Toffoletti impreziosisce la Biennale del Belvedere

Pier Toffoletti impreziosisce la Biennale del Belvedere

Il maestro Pier Toffoletti nasce nel 1957 in provincia di Udine dove frequenta il Liceo artistico e, precocemente, emergono le sue attitudini che gli consentono, nel corso della sua carriera di artista, di prendere parte ad oltre duecento mostre personali e collettive.

Villa Farsetti di Santa Maria di Sala (VE), il Museo Correr di Venezia, il Palazzo Senato a Milano, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, il Consolato Generale d’Italia a Coral Gables, l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, l’Art Center in Lincoln Road a Miami sono solo alcune delle location che hanno ospitato le sue opere che si trovano presso Enti pubblici e collezionisti privati in Austria, Belgio, Croazia, Germania, Giappone, Francia, Lussemburgo, Olanda, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina e Stati Uniti d’America.

La pittura di Pier Toffoletti coniuga una parte onirica ad una che richiama fortemente la realtà, in un continuo vortice di figure che si mescolano al sogno nella mente dell’artista e che prendono corpo, fino a giungere allo spettatore che viene calamitato e catapultato in un muro scrostato, vissuto, arcaico, che richiama tecniche antiche, ma si impongono, allo stesso tempo, con la loro contemporaneità e la grande potenza comunicativa.