Andrea Petrone

Andrea Petrone

Biografia

Andrea Petrone è presente sulla scena dell’arte italiana da oltre un ventennio. Il suo percorso, costellato di continui crescenti successi, si è snodato attraverso varie fasi che lo hanno visto passare da un’arte geometrico-astratta ad una figurazione sempre più puntuale e tecnicamente perfetta.

Gli ultimi anni della sua attivita’ sono stati caratterizzati da continui sconfinamenti nella direzione ludica: il gioco dell’oca (“ Il Regno dello Zefiro”),  la tombola ( “Morfè, chiste so’ nummere!”),  il mondo fantastico del burattino Pinocchio, anche se l’aspetto più appariscente è l’uso sempre piu’ frequente del ritratto.

A proposito di “Morfè, chiste so’ nummere! (Tombola d’Artista), il critico Edoardo Di Mauro scrisse fra l’altro: Con il progetto della “Tombola napoletana” Andrea Petrone mette in cantiere una operazione ispirata al meglio della sua vena artistica, ironica e irriverente. Operazione che coraggiosamente si pone al di fuori dei confini del “ politicamente corretto”.

Riguardo alla sua capacità di eccezionale autore di ritratti, non è un caso che Lucio Dalla, avendo trovato interessantissimo quello che Petrone gli aveva dedicato, volle pubblicarlo sulla copertina di uno dei suoi ultimi CD (“Caro amico, ti scrivo…”)

E neppure sono da dimenticare le splendide immagini di Pinocchio-Benigni e della Fatina-Nicoletta Braschi, della mostra personale sul burattino organizzata nel Parco di Collodi.

Ma è straordinaria la capacità con cui Petrone ha interpretato e reinventato la figura di Totò nella sua lunga serie di ritratti dedicati al grande comico napoletano; Liliana De Curtis, figlia dell’attore, ha piu’ volte, in TV e nelle occasioni mondane, affermato di avere “adottato” Petrone come “artista di corte”, volendolo con sé in tutte le piu’ importanti manifestazioni nelle quali l’illustre genitore è stato celebrato.

Se la faccia del grande comico, da sola, non è riuscita a imbarcarsi per l’estero, Petrone realizza forse l’opera piu’ geniale per esportarne l’immagine. Semplice, gli dà il volto dei più grandi personaggi della cultura, dello spettacolo, e della politica internazionale. E così sarà davvero difficile non aprire le porte del mondo a Totò-Leonardo da Vinci, Totò-Mozart, Totò-Marylin Monroe, Totò-Naomy Campbell, Totò-Warhol, Totò-la Gioconda, Totò-Dalì, Totò-Picasso, Totò-Benigni, Totò-Dalla, Totò-Che, Totò-Mao.

Una invenzione semplice ma efficace. Azzardo e genio nello shaker ed ecco il cocktail piu’ intrigante nel panorama artistico di questi anni. Gradito anche agli italiani nel mondo che hanno imparato a miscelare tradizioni della loro terra, di cui Totò è tassello insostituibile, e globalizzazione delle culture e delle emozioni.

Dalle officine “Petrone” ecco rimessi insieme i pezzi di un passato, irrinunciabile, e di un presente, necessario e stimolante, che faranno sintesi in un sistema che cerca invece di sdoppiare le anime dalle speranze. Tutto grazie all’operazione-Totò. Il principe della risata ringrazia. Il suo nuovo film ora è affidato a un regista, creativo pittore napoletano e mondiale insieme.

Categoria

Pittura

Tecnica

Tecnica mista su tela

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Il Cappello in Vesevo”

Misure Opera:

100x80

Descrizione Opera:

Gianni Pontillo

Gianni Pontillo

Biografia

Gianni Pontillo, 1953. Vive e lavora a Caserta. 

Attivo già dagli anni Settanta e da sempre impegnato nell’arte del Sociale, all’inizio degli anni Ottanta inizia un percorso artistico ben delineato, raccogliendo attraverso il particolare, il Frammento ,concrete testimonianze del nostro tempo.

Nel suo percorso artistico sviluppa un forte legame,oltre che con la pittura, con i materiali e la loro manipolazione.

Il ferro e la creta diventano gli strumenti con i quali il suo linguaggio trova la migliore definizione. 

Tante le  installazioni inserite nell’arredo urbano… la Stele per Andrea Pota al Cimitero monumentale di Caserta, la Stele Jovinelli a Caiazzo, la Stele Agesci a Centurano, quella di Storia Patria in Via S.Carlo a Caserta. 

Molteplici le sue partecipazioni a Rassegne, …Settembre al Borgo 1982,Premio Michetti – Francavilla al Mare, 1983 e Premio Lampedusa e Linosa 1985 su invito di Marcello Venturoli, Proposta 84 a cura di V. Corbi e C. Ruju, Campania Felix 1983 a cura di Enzo Battarra , Biennale d’Arte Sacra di Pescara 1985, Rassegna Nazionale di Pittura Caserta Club 1987,Premio Riccia 1987, Mare Nostrum,Taranto a cura di Enzo Battarra, Ottantotto – Expo Arte di Bari, Palazzo dei Papi di Viterbo 1988,Poetica/Politica 1991,Gonfaloni per il Corpus Domini 1995 Città di Sora, Art Exhibition 1996 Palazzo ONU di Ginevra, L’eloquenza dell’ironia 1996 di Massimo Bignardi ,Premio Millennio 1999,Hand Made 2000 a cura di Gabriele Marino, L’Arte nel Tufo 2004– Sant’Agata de’ Goti, Tempus Stellae 2009, Mithra Sol Invictus 2010, Stendardi d’Artista a cura di Demos 2010 e Moriae Encomium 2012 a cura di Alfredo Fontanella ,Verum Ipsum Factum2014-Napoli…. 

e tante le personali allestite nelle città di Foggia, Salerno, Wuppertal, Ginevra, Campobasso, Vico Equense,Capua, Roma, S.Didier la Forèt, Napoli, Bologna, Sant’Agata de’Goti, Sessa Aurunca, Aversa, Caserta…con recensioni e presentazioni in catalogo di Michele Prisco, Leo Strozzieri, Pasquale Maffeo, Enzo Battarra, Marcello Venturoli, Ciro Ruju, Sergio Guarino, Carlo Roberto Sciascia, Giorgio Agnisola, Maurizio Vitiello, Achille Pace, MariaRosaria  Arena, Alfredo Avitabile, Flavio Quarantotto… 

 Nonostante la sua ricerca artistica abbia consapevolmente scelto di non confluire necessariamente in un mercato che ne giustifichi e ne indirizzi le opzioni, gli è dovuto il riconoscimento di una personale quanto professionale perseverante ricerca espressiva, di recente coniugata al raggiungimento di una maturità tecnica nell’utilizzo della ceramica., materiale con cui negli ultimi anni ha realizzato diverse Via Crucis  in alcune  Chiese del casertano.

Categoria

Pittura

Tecnica

Olio su tela

Cenni critici

Titolo dell’opera: “2099, Terra dei Fuochi”

 

Misure Opera:

70x100

Descrizione Opera:

Italo Mustone

Italo Mustone

Biografia

Nato a Trevico (AV) vive e lavora a Benevento.

Studio Erreci Benevento; Arte Book 92, Milano; Galleria Modigliani, Milano; “imaginaria 92” Milano; “Riparte 97” Roma; “Napoli Arte Contemporanea” Mostra d’Oltremare, Napoli; Sharjah Art Museum, Emirati Arabi; Studio Oggetto Art Gallery Bruxelles Museo del Sannio (BN); MACRO Museo d’Arte Contemporanea, Roma “Inchiostro Indelebile”; ECHOITALIA Montreal (Canada); Hexen Streghe ZBL Berlino; ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA, Vienna; Galleria Nuvole “Mount Vesuvius” Montesarchio (BN); “Rassegna Follaro d’oro” Capua (CE); “Inchiostro indelebile” Galleria La Recoleta, Buenos Aires (Argentina); SIENA ART ISTITUT “Drawing -Connection” Siena; Premio Terra, Milano Galleria Giampiero Dalpozzo “Les Femmes et Les Hommes”; ARCOS Museo Arte Contemporanea, Benevento “Divina Commedia”; Collezione Zani, Museo di Como; DAL POZZO ARTE CONTEMPORANEA (Alba); ARCOS Museo Arte Contemporanea, Benevento “Viaggio Immaginario”; Galleria Artestudio, Benevento; Pinacoteca Latina “Viaggio Immaginario”

E’ altresì presente a:

Zentral-und Landesbibliothek di Berlino

Istituto ltaliano di Cultura – Vienna

Collezione Zani – Como

Museo MUSPAC di Arte Contemporanea – l’Aquila

Archivio Storico Esposizione Quadriennale di Roma

Archivio Storico Esposizione delle Arti Contemporanee Della Biennale di Venezia

Categoria

Pittura

Tecnica

Tecnica mista su tavola

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Io natura nessun altro……”

 

Misure Opera:

100x100

Descrizione Opera:

Angelo Casciello

Angelo Casciello

Biografia

Nato, a Scafati (Sa) nel 1957, esordisce nel 1977 e nel 1979 tiene una mostra personale alla Galleria Lucio Amelio di Napoli, nell’ambito della Rassegna della Nuova Creatività nel Mezzogiorno. Nel 1982 si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Opera in Francia e Spagna negli anni’80.

Partecipa all’Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia nel 1986,2006 e 2011, all’XI Esposizione Nazionale Quadriennale d’Arte di Roma nel 1986. Nel 1987 aderisce alle mostre: Tendenze dell’arte Italiana negli anni Novanta, Galleria D’arte Moderna di Zagabria; alla Biennale del Sud, Pinacoteca dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; alla XXVI Biennale Internazionale di Grafica a Lubiana. Nel 1988 viene invitato alle esposizioni: Transport, Marsiglia, Barcellona, Napoli, presso la Ville Charitè (Marsiglia), Ucronos, 29artistes europèen a Metz, Musèe d’Art et d’histoire Cave Sanit, Metz, 13artisti italiani, Kunstverein, Ludwigshafen am Rheim Ev. Nel 1990,1991,1992 viene segnalato come uno dei migliori artisti dell’anno dalla rivista “Arte”. Nel 1993 vince il Premio Suzzara. Nel 1995 partecipa alla Biennale Internazionale del Bronzetto Piccola Scultura a Padova. Nel 1998 tiene una personale nel Cortile d’Onore e nei Giardini di Palazzo Reale e al Palazzo Serra di Cassano (Napoli); aderisce alla IX Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Nel 1999 è segnalato come uno dei “I magnifici 5 del 1998” e come “Uno dei migliori artisti italiani degli ultimi 40 anni”. Nel 2001 vince il concorso internazionale per realizzare due sculture per il Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, nel 2002 vince il 3°Premio Internazionale di Scultura Regione Piemonte e gli viene conferito il “Premio Scipione/all’Attività” a Macerata. Nel 2003 la Città di Napoli e la Regione Campania gli dedicano un’antologica a Castel dell’Ovo “Angelo Casciello. Percorsi 1973-2003”.  Nel 2005 partecipa all’esposizione “La Scultura Italiana del XX secolo” (Fondazione A. Pomodoro/Milano). Dal 2005-2009 è impegnato nella realizzazione della Stazione di Mugnano. Partecipa dal 1988 al 2010 a nove edizioni della Biennale d’Arte Sacra contemporanea presso il Museo Stauros, Isola del Gran Sasso. Nel 2006, in occasione del IV Convegno Ecclesiale Nazionale a Verona, espone la Via Crucis; nel 2007 è invitato dalla C.E.I. per illustrare alcune tavole per il Nuovo Lezionario. Il 9 settembre del 2009 è nominato da Papa Benedetto XVI, Accademico del Pantheon. Del 2010 è la mostra antologica “Casciello. Le giornate disegnate” presso il Museo-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi. Nel 2013 partecipa alla Biennale Internazionale di Scultura di Racconigi (Cuneo). Nel 2014 realizza La stanza della Pace per la Fondazione La Verde La Malfa a San Giovanni La Punta (Catania). Negli anni 2014 e 2015 partecipa a Napoli alle mostre: “Rewind. Arte a Napoli 1980/1990”, Museo del’900, Castel Sant’Elmo, “Shake Up in Accademia 1980/1990”,  Accademia di Belle Arti. Nel 2015 dipinge Il Centro Polivalente di Peccioli (Pisa). Nel 2016 partecipa alla XXXVI Biennale di Scultura di Gubbio, Palazzo dei Consoli. Nel 2017 partecipa all’esposizione “SIMPATIA” alla Triennale di Milano, il 23 giugno 2017 inaugura la mostra “Casciello Pompei”, Parco Archeologico di Pompei.

I suoi lavori sono stati esposti in mostre tenute in Belgio,Cina,Francia,Germania,Italia,Iugoslavia,Kenya,Spagna,Svezia,Svizzera, U.S.A.

Categoria

Scultura

Tecnica

Ferro dipinto

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Lo scheletro del mondo”

 

Misure Opera:

100x50x40

Descrizione Opera:

Collezione Mariangela Alfano

Armando De Stefano

Armando De Stefano

Biografia

Armando De Stefano, classe 1926, ha iniziato il suo percorso artistico da ragazzo, durante la Seconda guerra mondiale, quando a Napoli disegnava personaggi famosi di colonnelli e militari americani. Si è iscritto a 15 anni all’Accademia e ha avuto tra i suoi più illustri maestri anche Emilio Notte.

I suoi esordi sono già segni evidenti di scelte avanzate, di adesione al rinnovamento del linguaggio dell’arte visiva che a Napoli aveva ragione sulla dipendenza alla tradizione ottocentesca. Partecipa subito al dibattito tra realisti e astrattisti che portò alla formazione del “Gruppo Sud”, esponendo, nel Marzo del 1948, con Lippi, Montefusco,Tatafiore, Causa, De Fusco, De Florio e Veroli nella prima galleria “Al Blu di Prussia”, fondata da Guido, insieme al fratello Riccardo Mannajuolo, tranne subito dopo a cercare la sua strada, unicamente tracciata dal suo stile che fin dall’inizio caratterizza fortemente le sue tele.

Gli anni dal ’56 al ’61 lo hanno visto impegnato in un’area che si richiama all’Espressionismo materico e astratto. Dal ’62 è ritornato invece alla figurazione. Sono così nati i cosiddetti “grandi cicli” che, dall’Inquisizione a Masaniello, dalla Rivoluzione napoletana del ’99 al Profeta, lo vedono ancora oggi impegnato in questo percorso di ricerca storico-documentaristica.

Nel 1963-64 espone alla mostra Peintures italiennes d’aujourd’hui, organizzata in Medio Oriente e in Nordafrica, riscuotendo grandi consensi di critica e alimentando notevolmente la sua formazione artistica.

Ha lavorato come artista per molti anni con il Club Sant’Erasmo di Milano e, dal 1950 al 1992 ha insegnato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove ha anche dipinto il soffitto dello studio del rettore e dove è stato il maestro di vari artisti come Guglielmo Longobardo.

Ha partecipato alla Biennale di Venezia dal 1950 al 1956 e nel 1961 è presente al Padiglione Italia della Biennale di Venezia e alla Rassegna Internazionale di Madrid. Ha aderito, inoltre, alla Quadriennale d’Arte di Roma nel 1951, nel 1955, nel 1960 e nel 1986.

Di recente, tra le sue mostre più importanti, ha esposto al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) e al MADRE (Museo di Arte Contemporanea di Napoli).

Le sue opere sono ospitate nella chiesa della Santissima Annunziata e nella chiesa di San Giovanni Evangelista (frazione Bonea) in Vico Equense e, soprattutto, è presente nei maggiori Musei Nazionali e Internazionali delle seguenti città: Napoli, Chieti, Vasto, Giulianova, Milano, Firenze, Mosca, New York (nella collezione Ernst Kahn), Chicago (fondazione Marschall Field) e Durazzo (Albania).

E’ Napoli la città che lo attrae, che lo ha sempre attratto e che vuole cantare, e farlo, per il Maestro De Stefano, significa raccontare la Storia Universale, passando dai percorsi più arcaici al Mito. Nel 2016, in occasione del suo novantesimo compleanno, il Comune di Napoli, per le sue benemerenze artistiche, gli ha conferito la medaglia d’oro della Città.

Categoria

Pittura

Tecnica

Tecnica mista

Cenni critici

Titolo dell’opera: “1647 Napoli Piazza Mercato”

 

Misure Opera:

100x80

Descrizione Opera:

Collezione Gaetano Bonelli

Tursunali Kuziev

Tursunali Kuziev

Biografia

Famoso pittore, grafico, fotografo, insegnante, personaggio pubblico e statista, è nato il 18 novembre 1951 nel sud dell’Uzbekistan, nella provincia macedone.

Tursunali Kuziev possiede numerosi titoli onorifici di alto rango come Maestro Onorario delle Arti dell’Uzbekistan, Professore Ordinario, Membro dell’Accademia delle Arti dell’Uzbekistan, Membro Straniero dell’Accademia delle Arti dell’Ucraina, Membro Onorario dell’Accademia delle Arti dell’Iran, Dottore Onorario dell’Università Soka a Tokyo (Giappone).

Si è laureato presso il Collegio Artistico Pavel Benkov (1976) e presso l’Istituto di Arti e Cultura di Ostrovsky (1982)

1969: Pittore presso un teatro

1970-1972: Servizio militare obbligatorio nell’esercito sovietico

1973: Illustratore di libri e riviste

1974: Prima collettiva di giovani artisti dell’ex Unione Sovietica; ha iniziato a partecipare attivamente a mostre nazionali ed internazionali

1976: ha eseguito una serie di lavori artistici incentrati sull’uso del metallo e, con tali, ha partecipato ad una mostra internazionale di giovani talenti

1978: pittore e illustratore per riviste nazionali come «Yosh Kuch», «Gulhan», «Saodat» principalmente orientato nei confronti di bambini, adolescenti e donne

1982-1987: dopo la laurea presso l’Istituto d’Arte è stato nominato Maestro nella città meridionale di Jarkurgan (Uzbekistan)

1987-1992: Responsabile dei fondi culturali nella Provincia di Surkhandarya (Uzbekistan)

1992-1995: Direttore del Collegio Artistico Pavel Benkov (Uzbekistan)

1995-1997: Primo Vice Ministro della Cultura dell’Uzbekistan

1997-2011: Direttore dell’Accademia di Belle Arti dell’Uzbekistan. E’ stato rieletto tre volte come Presidente dell’Unione degli Artisti dell’Uzbekistan

2011-2013: Ministro della Cultura e dello Sport dell’Uzbekistan

Recentemente: Vice Direttore del Complesso memoriale scientifico e illuministico nominato dal primo presidente dell’Uzbekistan Islam Karimov

Dipinti e opere grafiche del professor Kuziev sono esposte nel Museo statale delle arti dell’Uzbekistan e in numerosi altri musei, gallerie e collezioni private in Uzbekistan, Giappone, Russia, Cina, USA e Francia.

Kuziev ha vinto numerosi concorsi internazionali di foto e gli sono stati assegnati molteplici decorazioni e medaglie da parte di molti paesi come il Premio per l’Eccellenza a Tokyo; la medaglia di bronzo in occasione del 28° Concorso Internazionale di Fotografia di Johanni Grespi, in Italia, per il portafoglio «Sorgente dei nomadi»; la medaglia d’oro da parte dell’Accademia russa di Belle Arti.

Molti libri e monografie si sono interessati al suo lavoro. Inoltre, Kuziev è autore di numerosi libri sul disegno e la sua storia per gli artisti.

Kuziev ha preso parte alle più importanti Biennali Internazionali in Uzbekistan, Russia, Korea, Bangladesh, Vietnam e, al momento, è presente alla Biennale d’Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, città di Caserta e Casagiove.

Categoria

Pittura

Tecnica

Collage fotografico

Cenni critici

Titolo Opera 1: “Metaphor”

 

Misure Opera:

50x60

Descrizione Opera:

Perchè hai bisogno di una strada, se non porta ad un tempio?

Titolo Opera 1: “Metaphor”

 

Misure Opera:

50x60

Descrizione Opera:

Perchè hai bisogno di una strada, se non porta ad un tempio?

Lucio Perone

Lucio Perone

Biografia

Nasce a Napoli nel 1972, frequenta il Liceo Artistico di Benevento e nel 1994 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2000 partecipa alla manifestazione Bandiere di Maggio a Napoli dove espone, in Piazza del Plebiscito, quindici matite in pvc e resina, soggetto reiterato dall’artista, riproponendolo in svariate dimensioni, appese al muro o sul piano orizzontale di una sedia. Le sculture s’impongono per la loro sfacciata ironia, presentando oggetti e soggetti in composizione del tutto improbabili.

2000 “BANDIERE DI MAGGIO”, Piazza del Plebiscito, Napoli

2001 “NAPOLI E TERRA D’OTRANTO”. Aspetti della giovane arte al Sud”, Castello Aragonese, Otranto

2001 “CITTADINI E NON”, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, San Martino Valle Caudina, Avellino

2002  “NEW GENIUS”, Casina pompeiana, Napoli

2003 ONE MAN SHOW at Artissima, Torino

2003 “INCHIOSTRO IN DELEBILE”. Impronte a regola d’arte”, MACRO, Roma

2003 “NON E VERO CHE TUTTO FA BRODO”, SPAZIA Gallery, Bologna

2004 “PREMIO RAZZANO”, Museo del Sannio, Benevento

2004 “LASCIATECI DIVERTIRE”, Palazzo Comunale, Arezzo, Italia

2005  “XIV ESPOSIZIONE QUADRIENNALE D’ARTE”, Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea  Roma

2005 “ T.E.C “ Scuderie Aldobrandini Comune di Frascati

2005 “56° PREMIO MICHETTI” Francavilla al Mare

2005 “…O luna Tu..”, ARCOS-Museo di Arte Contemporanea del Sannio

2005 “LA SCULTURA ITALIANA DEL XX SECOLO” Fondazione Pomodoro Milano

2006 “SCULTURA INTERNAZIONALE” Castello di Aglie, Torino

2006 “CARTA BIANCA” Nuvole Arte Contemporanea Montesarchio (BN)

2006 “ARS IN FABULA” Certaldo, Firenze

2006 ” ARTERRITORY” Museo Montemartini ,Roma

2007 Nuovo Spazio Maria Livia Brunelli, Ferrara

2007 “MY LAND”  San Miniato (PI)

2007 “PREMIO INTERNAZIONALE GIOVANE SCULTURA”  Fondazione Messina Casal Betrame

2007 ”LINEE ALL’ORIZZONTE “Galleria D’Arte Moderna Genova”

2008 “ XIII BIENNALE INTERNAZIONALE DI SCULTURA CARRARA” (MS)

2008 “BIANCANEVE (e i 7 nani)” Galleria Guidi e Schoen Genova

2010  “DYNAMO ART FACTORY” San Marcello Pistoiese (PT)

2010 Installazione Permanente PALAZZO RUSPOLI “FENDI” Roma                                          2011  “100 E UNO MODI DI ANDARE OLTRE”, Sorrento

2012 “ +50 Palazzo Collicola Arti Visive Spoleto (PG)

2012 “Gli ARTISTI CHE HO AMATO “ (ADRIANO RONCHINI) Ronchini Arte Contemporanea Terni

2013 “VIAGGIO INMMAGINARIO “ARCOS Benevento

2014  “COSA SUCCEDE A ROTONDI “Rotondi (AV)

2014  “ART STAYS” Slovenia

2014  “LAND LIKE THE SEA” Villa Marina Capri

2014  “MANIFESTO 68° EDIZIONE PREMIO STREGA”

2014 “FLESSIBILITA LINEARI VII” Con Claudio Gabriele, Conservatorio Benevento

2014 “THE ISLAND OF ART” Piazzetta di Capri

2014 “Arte In Cibo. Cibo In Arte” Scuola E. De Amicis Piazza Amendola Battipaglia (SA)

2014-2015 “L’EREDITA DELL’ARTE” Mimmo Paladino e Mohanna Durra Giordan National Gallery di Amman Giordania

2015 “VEDO NERO” Palazzo Morelli Fine Art Todi (PG)

2015 “TRASLAZIONI” Opificio Arti Performative Frattamaggiore (NA)

2015 “VIAGGIO NELL’ARTE CONTEMPORANEA SANNITA Museo Civico Castelmagno San Bartolomeo In Galdo(BN)

2015 “IMAGO MUNDI “ PRAESTIGIUM ITALIA II Luciano benetton e Luca Beatrice.

2015 “STUDI APERTI “Irpinia Madre Contemporanea  Rotondi (AV)

2016 “ MATERIA PRIMA” Museo della Ceramica Montelupo Fiorentino (Firenze)

2016 Installazione storico Ristorante “Giannino” Milano

2016 “Capricci” Aquapedra Telese Terme (BN) a cura di Giuseppe Cascetta e Achille Bonito Oliva

2016 “Memoria Arte e Fango” Palazzo Paolo V  a Cura di Rosanna  De Cicco (BN)

2017 “Have a Nice Time” a cura di Antonio D’Amico Domodossola (MI)

2017 Percorsi D’Arte e Contaminazioni creative II edizione Progetto a cura di Luisa Califano Montesarchio (BN)

Categoria

Scultura

Tecnica

Legno, resina e vernice IND

Cenni critici

Titolo dell’opera: “SENZA TITOLO”

 

Misure Opera:

65.5x50x11

Descrizione Opera:

Giovana Antunes

Giovana Antunes

Biografia

Figlia d’arte, sin da piccola si diverte nel realizzare pezzi artigianali utilizzando le vecchie tecniche di lavorazione tramandate di generazione a generazione. Si avvicina ufficialmente al mondo delle arti nel 2005 in Brasile, quando frequenta il corso di Restauratore di Metalli presso l’Atelier Alice Prati, il suo amore per lo studio la spinge ad andare sempre oltre. Nel 2008 si forma come Interior Design in Toscana, segue diversi corsi specialistici che vanno dal Disegno Tecnico 2/3D alla Grafica e si laurea con menzione alla carriera in “Design e Comunicazione” presso la Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

La sua creatività spazia dalla Grafica al Product Design. Matura diverse esperienze, che si concludono con successive conquiste come la partecipazione ad importanti fiere ed eventi del settore, tra cui : Maker Faire Roma, Venice Design Week, Salone Satellite, Expo2015, Maratona Perugia “Guarda Cosa Mangi”.

La sua curiosità la porta ad avvicinarsi al mondo della ricerca e dell’innovazione collaborando con realtà affermate nel mondo dell’imprenditoria innovativa. Nel 2016 nasce il progetto “DKOLL”, uno Studio di Consulenza Creativa che attraverso la contaminazione di idee, culture e competenze, vuole far riaffiorare il valore delle vecchie maestranze, abbinandole alle nuove tecnologie nell’ideazione di prodotti che ricercano l’equilibrio nel rapporto human vs. technology.

Collection Arts è un progetto ibrido che si basa sul processo di “CoDesign” e delle contaminazioni  culturali tra passato e futuro.

Il rapporto primario si basa tra l’arte come forma espressiva e l’oggetto di design, in grado di generare emozioni attorno alla sua funzione d’uso nella quotidianità .

Fin dai tempi antichi, il quadrato è stato utilizzato in diversi linguaggi artistici,  la sua regolarità geometrica è diventata soggetto di molti movimenti artistici del Novecento. Il quadrato è la quarta delle figure geometriche fondamentali che esprime perfezione numerica, razionalità ed essenzialità.

La famosa sezione aurea si costruisce proprio partendo da un quadrato, cosi come Le Corbusier, Kandinsky e Bruno Munari le cui opere si rifacevano ad una interpretazione personale di questa forma geometrica. Anche Mondrian dietro ad una figura apparentemente statica, ha saputo rivoluzionare l’uso del quadrato dimostrando una complessità che smentisce la sua apparente semplicità.

L’osservazione e  lo studio delle opere del pittore olandese, hanno ispirato la prima opera per la collezione “Q_Light”. L’opera è  in grado di fondere elementi  della scuola di neoplasticista mediante l’uso di forme e geometrie lineari abbinandolo ad un’ elevata ricercatezza costruttiva.

Nei giorni d’oggi, molte volte l’industria vieni rappresentata come il superamento della dimensione artigianale. Invece riscopriamo che “il saper fare” con le mani, quando non rimane fine a se stesso, può diventare fondamentale all’interno del processo di innovazione.

Il pensiero innovativo, la cultura del progetto, uniti alla solida tradizione che ancora oggi è custodita e tramandata dagli artigiani Campani, riscoprire i nuovi modi di comunicare e dialogare tra passato e futuro, rivalorizzando la tradizione artistica delle regioni.

Categoria

Installazioni

Tecnica

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Q_Light – Collection Arts”

 

Misure Opera:

Modulo: 25 cm

Ingrombro s/ base: 30 x 30 cm

Imgombro c/ base: 40 x 40 cm

Descrizione Opera:

Materiale: Acciaio Inox

Fonte illuminante: LED

Rendimento Luce: 5300 lm

Potenza: 27w

Peppe Ferraro

Peppe Ferraro

Biografia

Peppe Ferraro nasce nel 1946 a Marcianise (CE) dove vive e lavora.

Dopo aver frequentato il Liceo Artistico ha completato gli studi presso l’Accademia di Belle arti di Napoli.

Le sue prime esperienze pittoriche, sul finire degli anni 60, già denotano, nell’andamento di una linea strutturale libera da canoni formali, la sua autonomia artistica tendenzialmente protesa verso una pittura materica.

Negli anni si dedica alla sperimentazione fino a costituire con altri artisti casertani il collettivo “Lineacontinua-Terra di Lavoro” che operava con interventi, happening, performance, rassegne e dibattiti in tutta Italia.

Esauritosi l’impegno dell’arte nel sociale, recupera la naturale tendenza alla pittura puntando l’interesse verso le realtà primigenie del proprio territorio: nasce da qui la serie di opere dedicate al “muro” che anima la produzione passata e presente, in diverse e varie articolazioni.

Si consolida al contempo il “tema del nero” direttrice dominante della sua pittura. Per questa peculiarità è stato selezionato per la XI Quadriennale d’Arte Contemporanea di Roma. Il nero nelle sue differenti tonalità richiama i colori della terra, terra a cui l’artista è molto legato. Evidenzia il rapporto tra uomo e natura in una dialettica costante e proficua. Esseri piccoli come microrganismi, insetti, farfalle e lucertole animano le superfici brune.

Nelle tele di grandi dimensioni la ricerca di Peppe Ferraro predilige la materia, gioca sui rimandi di luce, ma soprattutto affida al gesto ed alla linea lo scorrere di immagini di forte tensione emotiva. E’ questo il periodo in cui, accanto al nero, compare “il rosso”. Gli elementi naturali perdono la loro connotazione figurativa acquisendone una simbolica. Lo spazio si chiude incorniciando figure ed oggetti in movimento.

Negli anni successivi le grandi opere pittoriche vengono sostituite dalla serie di acquerelli intitolati “Stanze”. “Le Stanze” rappresentano un nuovo periodo in cui la finitezza dell’uomo domina la natura stessa, in cui il limite spazio-tempo si esaurisce in architetture solide e definite tese ad “accogliere” e “contenere”.

Ma il limite è solo un passaggio, il passaggio che apre la nuova fase dedicata all’infinito e al colore.

“Blu e rossi” descrivono paesaggi e processi cognitivi che coinvolgono l’autore e il fruitore. Spazi continui interrotti da indizi terreni ai quali ancorarsi.

Siamo nell’ultimo periodo del lavoro di Peppe Ferraro, periodo in cui molti degli elementi salienti e identitari vengono immersi nella luce.

I “muri” così prendono colore, divengono ponte tra passato e presente, tra vecchio e nuovo. La storia di vita si evolve, si trasforma, acquista nuove connotazioni mantenendo la sua identità grazie al costante confronto tra coscienza e memoria.

Categoria

Scultura

Tecnica

mista vetro resina, legno e vetro soffiato

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Tracce luminose”

Misure Opera:

60cm x 5.50m

Descrizione Opera:

Pier Toffoletti

Pier Toffoletti

Biografia

Pier Toffoletti nasce nel 1957 in provincia di Udine. Nel 1976 si diploma presso il Liceo artistico di Udine.

La sua passione per la pittura è molto precoce.

Nel Giugno 2015 è stato invitato esporre ad  EXPO CITTA’  al Palazzo dei Giureconsulti a Milano, all’interno del circuito EXPO MILANO 2015.

Nel 2014 mostra personale al Museo di arte contemporanea di Lucca.  Nel 2012 ha esposto ad Art Basel Miami e nel 2011 alla 54a Biennale  di Venezia.

Ha partecipato al oltre duecento mostre personali e collettive fra le quali nel 2009 alla Villa Farsetti di Santa Maria di Sala (VE). Nel 2008 mostra personale presso il Museo Correr di

Venezia, al Palazzo Senato a Milano e ad OPEN XI al Lido di Venezia.

Nel 2007 ha esposto a Verona al Palazzo della Gran Guardia.

Nel 2005 personale presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, espone

con i giapponesi al Palazzo Scuola Grande San Giovanni Evangelista a Venezia. Nel 2004 espone presso il Consolato Generale d’Italia a Coral Gables e all’Art Center in Lincoln Road a Miami.

Nel 2002 espone con i giapponesi al Palazzo Zenobio a Venezia e nel 1999 all’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo.

Numerose anche le sue partecipazioni ad importanti Fiere internazionali d’arte, tra cui Madrid e New York, nonché a Yokohama, Las Vegas, Philadelphia, Innsbruck, Strasburgo e sue opere si trovano presso Enti pubblici e collezionisti privati in Austria, Belgio, Croazia,

Germania, Giappone, Francia, Lussemburgo, Olanda, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Stati Uniti d’America.

Categoria

Pittura

Tecnica

Tecnica mista su tela

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Body splash”

Misure Opera:

80x100

Descrizione Opera:

Stefania Sabatino

Stefania Sabatino

Biografia

Durante la sua vita artistica, affianca all’attività di pittrice quella d’illustratrice, realizzando illustrazioni per varie pubblicazioni, ma anche decoratrice, designer e scenografa.

Negli anni, la sua ricerca artistica, si è evoluta e si è arricchita di nuovi mezzi espressivi. Nel suo lavoro si combinano spesso la scultura, la pittura e la scrittura a tal punto da creare delle nuove e personali espressioni. Inoltra spesso si cimenta anche in performances di body painting ed ancora  in realizzazioni di istallazioni site specific.

E’ stata recensita da critici come A. Calabrese, L. D’Agostino, M. Di Mauro, M. Duranti, F. Improta, M. Maiorino, V. Sgarbi, G. Taddeo e non solo.

Tra le mostre che hanno segnato il suo percorso ci piace ricordare: 1997 con una mostra al Grenoble curata da Jean Noel Schifano passando per “Le stanze di eros” nel 2004 alla VI Fiera Arte Moderna e Contemporanea “Immagina”, Reggio Emilia, curata da R. Mezzacapo. “Artissima 13”, al PAN nel 2006, Esposizione Internazionali “Il Giallo di Napoli” nel 2008, nel 2011 la LIV Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, “Lo Stato dell’Arte Campania”, Ex Tabacchificio Centola, curata da V. Sgarbi. 2014 e 2016 I e II Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Salerno.

Vanno citate tra le molte personali: VITARTEVITA, Villa Fiorentino, Sorrento nel 2006, “SENSI-corpi in movimento” presso Villa Vannucchi, San Giorgio a Cremano nel 2007, presentata da A. Calabrese e V. Sgarbi. Nel 2013 “a IMMAGINE e SOMIGLIANZA” Pinacoteca Provinciale di Salerno, organizzata dall’ Assessorato al Patrimonio e Beni Culturali di Salerno, curata da F. Gigantino e presentata da A. Calabrese e nel 2017 “Corpi come Anime vaganti” inserita in MATERIE 3, presso la Fornace Falcone ad Eboli, curata da Valerio Falcone e presentata da G. Taddeo ed ancora “LIVING IN A BOX”, presso la Galleria Mediterranea a Napoli, curata e presentata da S. Amendola.

Categoria

Pittura

Tecnica

Cenni critici

“La Sabatino è un’artista il cui lavoro è incentrato particolarmente su una rinnovata interpretazione della matericità del corpo umano, tanto da aver dato luogo, attraverso i suoi dipinti, performances e installazioni, a una nuova figurazione” (…) V. Sgarbi

Titolo dell’opera: “Ri-flesso al chiar di luna”

 

Misure Opera:

150x170

Descrizione Opera:

Francesca Gazzolo

Francesca Gazzolo

Biografia

Francesca Gazzolo é nata nel 1989 a Genova, dove vive e lavora.

Dopo il diploma alla Scuola d’arte Paul Klee, ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Genova e Brera, dove ha seguito il corso di Pittura.

Da diversi anni ha focalizzato la sua attenzione sulla fotografia, sua passione da sempre e nel 2014 ha aperto lo Studio Fotografico e spazio espositivo “Butter-fly”.

Parallelamente all’attività di fotografa di studio ha intrapreso un percorso artistico che l’ha portata ad esporre in diverse Fiere d’Arte in Italia (Genova, Roma, Padova, Milano e Forlì) in Europa (Parigi, Amsterdam, Zurigo e Bruxelles)  e in Cina (Pechino e Hangzhou/Shanghai).

Categoria

Fotografia/Grafica Digitale

Tecnica

Collage fotografico

Cenni critici

Titolo dell’opera: “s.t.”

 

Misure Opera:

85x150

Descrizione Opera:

Pasquale Palmieri

Pasquale Palmieri

Biografia

Vive e lavora a Benevento, dove alla Fotografia affianca il mestiere di architetto. Nella perenne ambiguità culturale di chi, come architetto, consuma immagini cercando di produrre spazi per l’uomo, avviene l’incontro con l’artista, l’artefice. Per anni racconta il lavoro di un artista conterraneo, Mimmo Paladino, fra i più inclini a confrontarsi con lo spazio, con il quale partecipa anche alla realizzazione dell’Hortus Conclusus, una delle più singolari fusioni di arte e architettura. Nella fotografia predilige la documentazione la rappresentazione dello spazio e la documentazione dell’art in progress, in tutte le sue forme, da quelle figurative al cinema, realizzando numerose mostre e lavorando a diverse pubblicazioni.
Realizza le foto di scena del film Quijote (2006), di Mimmo Paladino, con Lucio Dalla e Peppe Servillo, per le quali vince il primo premio per la sezione sequenza in Bianco e Nero al concorso nazionale per la fotografia di Scena di Cesena. Ed ancora, nel cinema, le foto di scena di Labirinthus, di M. Paladino con Alessandro Haber, foto di scena per un programma di Sky Arte sulla lettura con Mimmo Paladino e Stefano Accorsi

Principali mostre:

“Lo sguardo Poetante” – Alanno, (PE) 17-25 agosto 2002;
“Argento” – personale presso la galleria d’Arte contemporanea “Nuvole” Montesarchio (BN) – Dicembre 2002/Gennaio 2003;
“Architetture in fumo …e arte”- Ministero per i BB.CC. ed associazione “Proposta” – ex Convento san Felice – Benevento – maggio 2003;
“Incontri nell a notte” – collettiva fotografica – Auditorium Sant’Agostino – Città Sant’Angelo (PE) Luglio/Agosto 2003;
“Fotosottrazioni” – Nell’ambito della rassegna La poesia nell’arte – Convento Francescano di Paduli (BN)– Luglio 2006 – Personale;
Don Chisciotte – Milano – Istituto Cervantes – ottobre 2006 – Con Mimmo Paladino;
“Sul Set di Quijote di Mimmo Paladino” – Benevento, Cinema San Marco – dicembre 2006/Gennaio 2007 – Personale;
Labilestabile – Benevento, Magazzini Pescatore arte contemporanea – ottobre 2009;
Labilestabile – Airola, Palazzo Montevergine – dicembre 2010
Edifici e artifici – Napoli 2010, Grande Archivio
Toglietevi le scarpe va in scena la morte– Museo Diocesano di Gaeta – aprile 2013
FOTOeGRAFIE – Magazzini Pescatore – Benevento – aprile/maggio 2014
Quijote – Genzano (RM) Palazzo Sforza Cesarini – 20 giugno/28 settembre 2014
L’Eredità dell’Arte – Collettiva con Mimmo Paladino,Mohanna Durra
Lucio Perone, Peppe Perone – Amman (Giordania)Jordan National Gallery of Fine Arts, dal 25 novembre 2014 al 19 gennaio 2015
Vincitore primo premio concorso GRAFFI 2015 – Sezione Fotoracconti – Opera: Alta Lentezza

Categoria

Fotografia/Grafica Digitale

Tecnica

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Cenere”

Misure Opera:

80x100

Descrizione Opera:

Angelo Pellegrino

Angelo Pellegrino

Biografia

Angelo Pellegrino è residente in Frignano e docente di Discipline Plastiche presso il Liceo Artistico di Aversa.

Premio “V.Tropea” Accademia Di Belle Arti di Napoli,

Collettiva artisti contemporanei

Museo internazionale dell’etichetta, Cupra Montana;

Collettiva Liternum.

pitturasculturasculturapittura, San Marco Evangelista.

Arte e artigianato, Jazz club “Lennj Tristano” Aversa.

Arte e territorio, Convento delle suore francescane, Frignano.

Il mestiere dell’arte, Settembre al Borgo, Casertavecchia

I nuovi Angeli a cura di R.B. Gambardella, Casertavecchia.

Incontri d’arte, Palazzo dei Vescovi, Casertavecchia.

Prima mostra Nazionale d’arte Sacra per il Giubileo del 2000, Maddaloni Convitto Nazionale

“Obsequium Artificum Aetatis Nostrae regina Mundi” Palazzo dei Vescovi Casertantica

Personale “Intime terre e contrabbasso” Museo Diocesano Casertavecchia

Libro d’artista Galassia Gutenberg.

Personale “The Human Shapes” Officina Artis S.M.C. Vetere

Libro d’artista Galassia Gutenberg.

“Progetto vino” “Festa del vino e delle vigne leuciane” Belvedere di San Leucio

Libro d’artista galassia Guttemberg

Intime terre e trame d’oriente galleria il Picchio Roma

Terre Arse sala palladio Vicenza

Metamorfosi sala bianca Reggia di Caserta

“Verso” galleria il Focolare Treviso

Categoria

Pittura

Tecnica

Scultura in terracotta policroma ad engobbio

Cenni critici

Titolo dell’opera: “(Aspassmos) Abbracci”

Misure Opera:

60x35

Descrizione Opera:

In questa opera si ha l’impressione di fermare gli attimi, si vuole cogliere, con la contemporaneità delle forme, un gesto antico come l’abbraccio materno che accoglie, nutre, consola. L’immagine onirica e reale al tempo stesso, rappresenta il richiamo all’innocente bellezza, fatta di intimità e di sogno che predispone ad un particolare sentire.

Mario Persico

Mario Persico

Biografia

E’ nato a Napoli nel 1930. Conseguito il diploma di maturità artistica, ha frequentato per tre anni la Facoltà di  Architettura di Napoli, abbandonandola per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Ha completato gli studi all’Accademia di Belle Ari di Napoli come allievo del  maestro Emilio Notte. Risalgono al 1949 le sue prime esposizioni.

Nel 1955 è tra i firmatari del “Manifesto dell’Arte Nucleare” di Enrico Baj. Nel 1958 è tra i fondatori del “Gruppo ‘ 58” con Biasi, Del Pezzo, Fergola e Luigi Castellano (Luca). Nell’ambito del gruppo, le cui matrici dada e surrealista risulteranno sempre più evidenti, le sue opere si distingueranno per una tendenza al mostruoso e per un attenzione all’aspetto metamorfico della realtà. Nel gennaio del 1959 è tra i firmatari del “Manifesto di Napoli” e dell’ “interplanetario” di Milano. Nell’Ottobre dello stesso anno per iniziativa del “Gruppo ‘58”, esce “Documento sud” di cui Persico sarà redattore oltre che impaginatore dal terzo numero. Il 1963 segna per Persico il passaggio da un tipo di pittura bidimensionale alla costruzione di oggetti  tridimensionali “praticabili” e nel 1964-65 gli “scacchieri” ed alcune “opere tattili” . Il 1963 segna anche la ripresa dell’attività editoriale con la rivista “linea Sud”. Tra il 1967 e il 1968 realizza i primi “Segnali” per la Galleria Senatore di Stoccarda (D). Sullo stesso piano dei “Segnali” si pongono gli “Oggetti ammiccanti” e le “Gru erotogaie” costruiti alla fine del 1969, con cui interviene, sempre a Stoccarda, in alcuni parchi pubblici. Con il legno ed altri materiali la serie delle “Sedie dell’Isteria” approfondendo il discorso sul rapporto uomo-oggetto con le “Sedie della tortura” 1974-75. Nel 1973 realizza i disegni per i costumi  e le scenografie di “Laborintus II” di Berio su testo di Edoardo Sanguineti  e “Il combattimento fra Tancredi e Clorinda” di Monteverdi. Negli anni successivi il suo lavoro sembra essere caratterizzato da una riflessione sul lavoro svolto, così la serie de “I teatrini” e quella dei “Collages floreali” che riprendono esperienze degli anni sessanta  del  s.s. . Dalla  fine degli anni  ‘70 ai primi  dell’ ’80 si dedicherà al ciclo le “Tavole della memoria”. Sulla esperienza di pittore molto hanno contribuito i suoi interessi per i problemi del  terzo mondo e la sua solidarietà per le lotte di liberazione, oltre la sua militanza politica. Nel 1995 con F. Pirella, E.Sanguineti e G.Dorfles collabora alla realizzazione dell’Antilibro. Nel 2001 viene nominato Rettore Magnifico dell’Istituto Patafisico Partenopeo e nel 2002 produce il primo foglio de “Il Patapart” insieme ad altre pubblicazioni patafisiche.  Nel 2013 realizza un opera grafica per la strenna natalizia dell’Ordine degli Architetti  P.P.C.  di Caserta  curata da Umberto Panarella ,  con testi del patafisica Mimmo Grasso ,  titolata “La tortura del teritorio”  e diffusa in ambito nazionale.

Hanno scritto per Persico: E. Sanguineti, E. Baj, E. Battarra, M. Bignardi, V. Corbi, E. Crispolti, G. Di Genova, G. Dorfles, O. Faraone, G. Frasca, M. Grasso,  K. Leonard,  S.M. Martini, F. Menna, U. Panarella,  C. Ruju, S T. Sauvage.

Categoria

Pittura

Tecnica

Collage, inchiostro e acrilici

Cenni critici

Titolo dell’opera: “Paesaggio con attori isterici”

 

Misure Opera:

54x39

Descrizione Opera: